Mafia e sanità: il caso Fondacaro e la cosca Piromalli, cosa hanno accertato i giudici

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Mafia e sanità: per capire come la criminalità organizzata possa entrare nel settore sanitario esiste un caso calabrese chiuso con condanna definitiva e confisca, quello di Marcello Fondacaro. Lo raccontiamo come modello documentato — un fatto accertato dai giudici — senza estenderne in alcun modo le conclusioni ad altri territori o soggetti.

Nel video, Roberto Saviano affronta anche il tema del rapporto tra organizzazioni criminali e mondo sanitario.

Il caso Fondacaro: cosa hanno accertato i giudici

Marcello Fondacaro, medico-imprenditore di Gioia Tauro, è stato condannato per associazione mafiosa in relazione ai rapporti con la cosca Piromalli-Molè. Nell’estate del 2013 la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha disposto la confisca di beni per circa 30 milioni di euro: un sistema di istituti medici, laboratori di analisi, case di cura e società immobiliari. È un caso in cui l’accertamento è arrivato fino alla misura patrimoniale definitiva. La ricostruzione è riportata, tra gli altri, da Il Dispaccio.

La clinica come “cassaforte”

Secondo la ricostruzione giudiziaria, la struttura di società mediche sarebbe servita anche a schermare i beni dalle misure di prevenzione. Il tema del controllo mafioso sulla sanità privata e sui suoi snodi decisionali è stato ricostruito dalla stampa calabrese, ad esempio dal Corriere della Calabria, che ha dato conto degli “appetiti” di cosche e politica attorno alla clinica.

Dal condannato al collaboratore di giustizia

Fondacaro è successivamente diventato collaboratore di giustizia, fornendo elementi sui rapporti tra criminalità, sanità e altri ambienti. Il suo profilo e il valore delle sue dichiarazioni sono stati ricostruiti da approfondimenti giornalistici come quello de il Volatore. Le dichiarazioni di un collaboratore sono un elemento di prova che va sempre riscontrato: dove riguardano soggetti terzi, vale la presunzione d’innocenza.

L’università e gli esami: l’inchiesta più recente

Un filone più recente, noto come inchiesta “Res Tauro”, ha riguardato presunti rapporti tra la cosca Piromalli e ambienti dell’Università di Messina, con l’ipotesi di esami pilotati. La ricostruzione è pubblicata, tra gli altri, da Progetto San Francesco e da LaC News24. Trattandosi di indagine, per le persone coinvolte vale la presunzione d’innocenza.

Perché è un modello di lettura, non un’accusa

Il valore del caso Fondacaro è metodologico: mostra, con un accertamento definitivo, che l’ingresso della criminalità nella sanità passa tipicamente dalla direzione delle strutture e dalle società di servizi, non dalla corsia. Questo aiuta a leggere altri contesti, ma non consente alcuna estensione automatica: ogni territorio va valutato sui propri atti.

Fonti e approfondimenti

Nota di cautela: presunzione d’innocenza

La condanna e la confisca a carico di Fondacaro sono accertamenti definitivi. Le inchieste più recenti e le dichiarazioni del collaboratore riguardano anche soggetti indagati, che godono della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva. Nessuna affermazione di questo articolo costituisce accusa propria della redazione, né estende alcunché ad altri territori.

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