Alma Seges e fondi UE: l’inchiesta EPPO nella Piana del Sele, cosa dicono gli atti
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Alma Seges e fondi europei: l’inchiesta della Procura europea (EPPO) di Napoli e della Guardia di Finanza su presunte irregolarità nell’accesso ai finanziamenti della Politica Agricola Comune è uno dei casi più discussi degli ultimi anni nella Piana del Sele. In questo articolo ricostruiamo, sulla base degli atti resi pubblici, che cosa contesta l’accusa, quali sono stati gli sviluppi e — soprattutto — che cosa non è stato ancora accertato, con la piena presunzione d’innocenza per gli indagati.
Indice dei contenuti
Contesto: il reinvestimento e la captazione di risorse pubbliche nell’agroalimentare sono tra i temi affrontati da Roberto Saviano nell’intervento in video.
L’inchiesta EPPO: cosa contesta l’accusa
Il 6 maggio 2025 la Guardia di Finanza di Caserta ha dato esecuzione, nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura europea (EPPO) di Napoli, a dodici misure cautelari (arresti domiciliari) e a un sequestro di beni per oltre 9,6 milioni di euro. L’ipotesi investigativa riguarda l’illecito ottenimento di finanziamenti europei destinati al settore agricolo per circa 12,5 milioni di euro nel periodo 2018-2024.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe stato orchestrato un sistema di operazioni commerciali che, pur formalmente riferite a una organizzazione di produttori (OP), non sarebbero state svolte nell’interesse e per conto della OP stessa, bensì delle singole aziende: una circostanza che — sempre secondo l’accusa — violerebbe i criteri di tracciabilità e di funzionamento previsti dalla normativa comunitaria. In sintesi, l’ipotesi è quella di una organizzazione di produttori che, nei fatti contestati, non avrebbe operato come tale.
Le indagini hanno riguardato, secondo quanto riportato, decine di persone e numerose aziende collegate alla filiera. È importante ribadire che si tratta di ipotesi d’accusa in fase cautelare e d’indagine, non di fatti accertati con sentenza.
Chi è Alma Seges e cos’è una organizzazione di produttori
Alma Seges è una società cooperativa con sede a Eboli, iscritta nel registro delle organizzazioni di produttori riconosciute. Le OP sono soggetti previsti dalla normativa europea per aggregare l’offerta agricola, programmare la produzione e accedere in forma collettiva a determinati sostegni comunitari. Il riconoscimento formale come OP comporta obblighi precisi di rendicontazione e tracciabilità.
Va sottolineato un punto, per evitare qualsiasi equivoco: il fatto che il soggetto indagato figuri tra le OP riconosciute non estende alcun sospetto alle altre organizzazioni di produttori del territorio, che operano regolarmente. Semmai, il caso mostra che il riconoscimento formale non è di per sé garanzia assoluta e che i controlli sostanziali restano essenziali.
Gli sviluppi: misure revocate e dissequestro
Nei mesi successivi alle misure di maggio 2025 si sono registrati sviluppi favorevoli agli indagati. Il Tribunale del Riesame di Salerno ha accolto il ricorso presentato dalla società, disponendo la revoca del sequestro dei fondi; gli arrestati sono tornati in libertà, con dimissioni dai rispettivi ruoli negli organi sociali. Questi passaggi confermano che il procedimento è tuttora aperto e che nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva.
Cosa sappiamo e cosa manca (aggiornamento)
Allo stato, sappiamo che esiste un’inchiesta EPPO con una precisa ipotesi d’accusa, misure cautelari poi in parte superate e un dissequestro disposto dal Riesame. Manca, ad oggi, l’esito del merito: non risulta una sentenza, né un eventuale rinvio a giudizio con relativo dibattimento. La vicenda va dunque seguita nei suoi sviluppi processuali, senza trarre conclusioni anticipate.
Perché il tema dei fondi PAC è rilevante
Al di là del singolo caso, la sottrazione di fondi europei è indicata dalle analisi istituzionali come una delle modalità con cui interessi illeciti possono inserirsi nell’agroalimentare: fascicoli aziendali gonfiati, documentazione non veritiera, operazioni fittizie. È il motivo per cui gli incroci di dati — tra superfici dichiarate, rese agronomiche, giornate di lavoro registrate e finanziamenti richiesti — sono uno strumento di controllo prezioso. Ma il sospetto, per diventare notizia, deve tradursi in atti: e questo articolo si limita a riportare gli atti esistenti.
Cronologia essenziale
- 2018-2024: periodo cui si riferiscono i finanziamenti oggetto d’indagine.
- 6 maggio 2025: misure cautelari e sequestro da oltre 9,6 milioni (EPPO / GdF Caserta).
- Mesi successivi: dimissioni dagli organi sociali; Tribunale del Riesame di Salerno dispone la revoca del sequestro.
Fonti e approfondimenti
Comunicati e atti resi pubblici da EPPO e Guardia di Finanza; cronache di testate specializzate del settore ortofrutticolo e della stampa locale salernitana. Per il quadro d’insieme, si veda l’articolo-guida di questo dossier sulla Piana del Sele.
Nota di cautela: presunzione d’innocenza
Le persone coinvolte nell’inchiesta sono indagate e godono della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva. Le misure cautelari non costituiscono accertamento di responsabilità; il dissequestro e la revoca delle misure sono elementi che vanno riportati con pari evidenza. Nessuna affermazione di questo articolo costituisce accusa propria della redazione.
FAQ
Alma Seges è stata condannata? No. Il procedimento è in fase d’indagine; non risulta alcuna condanna.
Le altre OP della Piana sono coinvolte? No. L’inchiesta riguarda un soggetto specifico e non estende sospetti alle organizzazioni di produttori regolari.
Cosa significa il dissequestro? Che il Tribunale del Riesame ha ritenuto di revocare il sequestro dei fondi; è un elemento favorevole agli indagati, non una conclusione sul merito.
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Questo approfondimento fa parte del dossier sulla Piana del Sele. Prosegui con l’articolo dedicato alle inchieste sul lavoro agricolo e segui la sezione Cronaca per gli aggiornamenti.
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