Dal ceppo comune a due nazioni: quando russi e ucraini si separano
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La questione dell’identità ucraina e la sua distinzione dal corpo nazionale russo rappresentano uno dei nodi geopolitici e storici più complessi della regione euroasiatica. Sebbene la narrativa politica contemporanea spesso cerchi di semplificare queste dinamiche, l’analisi storiografica e linguistica evidenzia traiettorie divergenti che risalgono a secoli di contatti geografici, influenze culturali e trasformazioni istituzionali.
Le radici del ceppo slavo-orientale e la divergenza storica
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Dal punto di vista antropologico e linguistico, russi e ucraini appartengono entrambi al ceppo slavo-orientale. Tuttavia, la distinzione tra le due identità non è un fenomeno recente, ma un processo di differenziazione che, secondo la maggior parte degli studiosi, ha avuto inizio a partire dal XII secolo. Questa separazione non è stata immediata, ma è il risultato di una collocazione geografica che ha determinato percorsi di sviluppo profondamente diversi.
I porti ucraini e le regioni bielorusshe hanno storicamente mantenuto contatti profondi con i lituani e i polacchi. Questa vicinanza geografica ha permesso una permeazione culturale e politica verso l’Europa centrale e occidentale. Al contrario, i Grandi Russi hanno vissuto una realtà differente, caratterizzata da relazioni intense e prolungate con i popoli asiatici, tra cui in particolare i Mongoli. Da questa divergenza di contatti derivano le differenze linguistiche, religiose e istituzionali sviluppatesi nell’arco di secoli.
Le analisi storiche concordano sul fatto che queste traiettorie divergenti giustificano l’esistenza dell’Ucraina come Stato sovrano e nazione distinta. La tesi opposta, che sostiene l’unità storica dei due popoli, è invece sostenuta dalla presidenza russa ed è contestata dalla maggioranza degli storici.
La formazione dell’Ucraina moderna e il ruolo della geografia
Lo storico Timothy Snyder, dell’Università di Yale, ha dedicato una serie di lezioni universitarie alla formazione dell’Ucraina moderna, sottolineando come la comprensione di questo processo richieda un’attenzione rigorosa alla geografia. Secondo Snyder, per capire ciò che è accaduto agli ucraini, è necessario osservare come il potere russo abbia finito per dominare la zona tra il Mar Baltico e il Mar Nero, una dinamica che ha trasformato radicalmente il volto della regione a partire dal XVII secolo.
Snyder evidenzia come, entro la fine del XVII secolo, tre grandi entità che avevano caratterizzato la regione per secoli siano state dominate o siano scomparse: il Commonwealth polacco-lituano, gli stati cosacchi ucraini e il Canato di Crimea. L’espansione dell’Impero Russo in questo periodo ha portato alla perdita di autonomia dei cosacchi e alla fine dell’indipendenza del Canato di Crimea, mentre la Russia stessa si trasformava in un impero globale con accesso sia all’Oceano Pacifico che all’Atlantico attraverso il Baltico.
Un elemento geografico cruciale nel discorso di Snyder è il ruolo del fiume Dnipro. L’importanza del fiume è tale che, per centinaia di anni, la distinzione tra “Riva destra” e “Riva sinistra” è stata il modo sensato di descrivere la realtà del paese. Snyder spiega:
“Il fiume è così importante per l’Ucraina che il Dnipro è così importante per l’Ucraina che Riva destra e Riva sinistra sembravano un modo sensato di descrivere il paese per centinaia e centinaia di anni… perché gran parte di ciò di cui stiamo parlando in termini di economia e potere aveva a che fare con chi controllava il fiume, chi utilizzava il fiume.”
Contatti transfrontalieri e influenze culturali
L’identità ucraina è stata plasmata anche da interazioni con potenze esterne che hanno influenzato la sua struttura sociale e politica. Snyder descrive come l’unificazione dell’Ucraina sia stata un’impresa che ha visto influenze provenienti sia dal nord che dal sud. Al nord, il confine con la Bielorussia moderna si è definito in parte con l’Unione di Lublino del 1569, quando la corona polacca prese gran parte dei territori della Lituania.
Al sud, la storia è più complessa e coinvolge il Canato di Crimea e l’Impero Ottomano. Snyder sottolinea che il Canato di Crimea era uno stato successore post-mongolo, governato da principi discendenti da Genghis Khan. Questo stato presentava caratteristiche politiche peculiari, come un’assemblea di nobili (il Kuru Ltai) e un ruolo pubblico delle donne fino alla metà del XVI secolo.
Un punto di svolta fondamentale è stato l’incontro tra i lituani e i Tartari di Crimea. A causa della pressione dei Cavalieri Teutonici, i lituani si spostarono verso sud, entrando in contatto e in conflitto con i Tartari. Questo incontro ha avuto conseguenze profonde sull’identità del Granducato di Lituania:
“I lituani e i Tartari di Crimea combattono guerre regolari l’uno contro l’altro per decenni e decenni e decenni, e i lituani come succede cercano costantemente di approfittare delle varie lotte di potere e crisi di successione all’interno del canato di Crimea… all’interno del gran ducato di Lituania c’erano molti musulmani per secoli per secoli c’erano moschee a Vilnius.”
Snyder osserva come questa sintesi culturale sia visibile ancora oggi, citando il fatto che le scimitarre esposte nei musei polacchi non siano solo bottini di guerra, ma armi utilizzate dai polacchi stessi, sintesi di ciò che hanno imparato dal lungo incontro con i Tartari di Crimea.
La distinzione linguistica e la questione dell’identità
Oltre alle dinamiche geopolitiche e storiche, la distinzione tra le due nazioni si fonda su basi linguistiche solide. L’esistenza di una lingua ucraina distinta è riconosciuta dalla linguistica: non si tratta di una variante del russo, ma di una lingua autonoma. Questo dato tecnico si intreccia con la questione dell’identità, che non è puramente accademica ma riveste un ruolo centrale nel conflitto attuale.
La questione dell’identità è uno degli argomenti principali usati per giustificare o contestare l’intervento militare. Mentre la presidenza russa sostiene la tesi dell’unità storica, la maggioranza degli storici e la ricerca accademica confermano la divergenza delle traiettorie nazionali. Snyder, attraverso le sue lezioni, mira a rendere accessibile la complessità del X secolo e dei secoli successivi per comprendere come queste differenze siano diventate strutturali.
In sintesi, l’analisi dei fatti storici e geografici mostra come l’Ucraina si sia formata attraverso contatti con la Polonia, la Lituania e il mondo turco, distinguendosi nettamente dal percorso della Russia, che è stata invece segnata da un’espansione verso est e da una diversa sintesi con le popolazioni asiatiche e mongole. La distinzione tra le due nazioni emerge dunque come il risultato di secoli di evoluzioni divergenti, documentate dal consenso storiografico internazionale.
Fonti
I fatti citati vengono da:

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